La città dei morti

Dentro e insieme alla città di Trento vive un mondo parallelo: è la città dei morti, fatta di monumenti, tombe, targhe e luoghi un tempo dedicati al ricordo di chi ci ha preceduto.

Il percorso intende far emergere le tracce di questo passato per scoprire simboli, allegorie e curiosità collegati al tema, ma intende soprattutto far riflettere i giovani sul difficile rapporto con la morte che caratterizza la società contemporanea. Una società per la quale, come afferma Jean Baudrillard, "non è normale essere morti… Essere morti è un’anomalia impensabile".

 

Come: partendo dalle tavole epitaffio che i principi vescovi Giovanni Hinderbach e Udalrico di Liechtenstein commissionarono a corredo del proprio monumento sepolcrale, si cercherà di individuare il messaggio che tramite questi 'testamenti visivi' essi vollero trasmettere ai posteri. La grande tavola commissionata dal canonico Girolamo Roccabruna offrirà l’occasione per parlare della ‘vanitas’, ovvero delle nature morte con elementi simbolici allusivi al tema della caducità della vita che ritroviamo soprattutto nel Seicento. Il percorso proseguirà con un rapido sopralluogo in città alla ricerca di luoghi e opere collegati al tema del ricordo di chi ci ha lasciato. L'attività si concluderà con una riflessione sulla negazione della morte che caratterizza la nostra società.